MEDIAPATIA

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MEDIAPATIA

DI GIORGIO VIALI 2025

Presentazione di "MediaPatia" di Giorgio Viali

Scoprire "MediaPatia" significa intraprendere un viaggio audace e provocatorio nel cuore pulsante della nostra epoca, dove media e desideri si intrecciano in un balletto di esperienze umane complesse. Edito da Minuscola Produzione di Vicenza, questo libro ibrido di 150 pagine è molto più di una semplice raccolta di fotografie e testi: è un'opera che sfida le convenzioni e invita a riflettere sulle dinamiche sociali contemporanee.

In un mondo in cui la libido e la libidocrazia permeano ogni aspetto delle nostre interazioni quotidiane, Giorgio Viali si erige a cronista di una società in preda alla precarietà. Attraverso il progetto omonimo, egli esplora la figura del sex worker e del performer, protagonisti di una narrativa che si dipana tra le piattaforme digitali come OnlyFans e i social media, come Instagram e TikTok. Le storie di Euridice e Orfeo si intrecciano con le vite degli individui, creando un fotoromanzo contemporaneo che mette in discussione le strutture di potere e il patriarcato.

Le pagine di "MediaPatia" sono costellate di fotogrammi e mediagrammi, dando vita a un biofilm ibrido che mescola psicoanalisi, psicopatologia e farmacopornografia con filosofia e psicodramma. Viali, con il suo approccio innovativo e spesso a zero budget, dimostra la potenza della sperimentazione artistica, utilizzando tecniche come la videoarte performativa e le finzioni urbane per dare voce a una realtà complessa.

Il libro si presenta come un monologo collettivo, un'ibridazione di stili e linguaggi che sfida le narrazioni mainstream. Le immagini e i video di Viali non sono semplicemente opere artistiche, ma confessioni del corpo sociale; un labirinto di emozioni e relazioni che si intrecciano in un dramma contemporaneo, spingendoci a riconsiderare il nostro posto all'interno di una mediametropoli dove ogni piccola azione può avere ripercussioni profonde.

"MediaPatia" ci invita a esplorare le ibridazioni delle identità e delle relazioni nel nostro tempo, offrendoci uno sguardo critico sull'ontologia visiva della nostra epoca. Attraverso questa opera, Viali non solo espone le fragilità della società attuale, ma apre anche la porta a un'era di esplorazione artistica e sociale.

In conclusione, "MediaPatia" di Giorgio Viali è un manifesto audace che, con la sua varietà e revarietà, ci spinge a riconnetterci con un mondo in continua mutazione. Con un occhio rivolto verso un Antistato e un Mercato Nero per corpi, emozioni e patologie, questo libro rappresenta un'urgente chiamata all'azione e alla riflessione, in un'epoca in cui la precarietà non è solo una condizione, ma una forma d'arte.


MEDIAMETROPOLI MEDIAPATIA LIBIDOCRAZIA FARMACOPORNOGRAFICO FARMACOSOFIA MONOPATIA SEXPERFORMER SEXWORKER CINEMA TEATRO MERCATONERO MINUSCOLA MINUSCOLAPRO MINUSCOLAPRODUZIONE CONTROMEDIA ANTISTATO SERVIZIOURBANO ORDINEPUBBLICO LAVANDERIA EURIDICE ORFEO PERSEFONE EURIDICESTREAM MEDIAGRAFIA MEDIAGRAMMI FOTOGRAMMI FOTOPATIA PISCOPATIA PSICOLOGIA FOTORITRATTO BIOPSICOLOGIA BIOGRAFIA MINIGRAFIA MINIGRAFIE FINZIONEURBANE SANCTAIMAGO BODYPATIA CELESTEMALFATTA FEELTHESNAKE FEEDTHESNAKE STILLSKIN PROTOTIPO SOTTOCOSTO USOIMPROPRIO MARXISMO SITUAZIONISMO IBRIDO IBRIDAZIONE IBRIDOLOVE MOSTRADELCINEMA VENEZIA82 ONTOLOGIAVISIVA IBRIDAZIONI CINEMASPERIMENTALE PRODUZIONECINEMATOGRAFICA ZEROBUDGET SCENEGGIATURA SCENEGGIATORI SCENEGGIATRICE FEMMINISMO PATRIARCATO MASCHILISMO GIORGIOVIALI CORPOSOCIALE CINEMASOCIALE MONOLOGO MONOPORZIONE FASHION FASHIONFILM SERVIZIOMODA AUTORE FOTOGRAFO FILMMAKER VIDEOMAKER SCENEGGIATORE PSICODRAMMA FOTORIVISTA FOTOROMANZO

MEDIAPATIA

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MEDIAPATIA

GIORGIO VIALI

MediaPatia by Giorgio Viali: Precarious Media Performance

MediaPatia is a unique work by Giorgio Viali that explores the complex relationship between media, society, and human desires. In a world where libido and libidocracy dominate daily interactions, Giorgio Viali guides us through an extreme and experimental exploration of the morphological biosynthesis of media and the social body.

In a context of increasing social, labor, and emotional precariousness, the figure of the sex worker and the sex performer emerges forcefully, often through platforms like OnlyFans and social media like Instagram and TikTok. Here, the myth of Orpheus and Eurydice imposes itself to deform narratives, in a sort of contemporary photo-novel that challenges public order and patriarchy.

The narrative of MediaPatia unfolds through a series of frames and mediagrams, giving life to a hybrid biofilm, where psychoanalysis, psychopathology, and pharmacopornography blend with philosophy and psychodrama. Viali's hybrid filmmaking, often on a zero budget, stands out for its experimental capacity and for the use of innovative techniques such as performative video art and urban fictions.

In this context, the figure of the author as a photographer and filmmaker intertwines with that of a screenwriter, creating a work that reflects the tensions between feminism, machismo, Marxism, and the new urban situationism. MediaPatia thus becomes a collective monologue, a hybridization of styles and languages that challenges the sociological mainstream.

Viali's photographs and videos are not merely works of art, but confessions of the social body, a laundry of emotions and relationships interwoven in a contemporary or dystopian drama. Through his approach, the author invites us to reflect on what it means to be part of a media metropolis, where even the smallest action can have a significant impact.

In this journey, Viali shows us the power of CounterMedia, inviting us to explore the hybridizations of identities and relationships in our time. With MediaPatia, he offers us a critical and profound look at the visual ontology of our era, casting an eye on Venice82 and the cinema exhibitions.

In conclusion, MediaPatia by Giorgio Viali is a manifesto for a new era of artistic and social exploration that, through its variety and revariety, pushes us to feel part of a world in continuous entropic mutation. It hopes for an Antistate and establishes a Black Market for bodies, emotions, and embedded pathologies.


MEDIAMETROPOLI MEDIAPATIA LIBIDOCRAZIA FARMACOPORNOGRAFICO FARMACOSOFIA MONOPATIA SEXPERFORMER SEXWORKER CINEMA TEATRO MERCATONERO MINUSCOLA MINUSCOLAPRO MINUSCOLAPRODUZIONE CONTROMEDIA ANTISTATO SERVIZIOURBANO ORDINEPUBBLICO LAVANDERIA EURIDICE ORFEO PERSEFONE EURIDICESTREAM MEDIAGRAFIA MEDIAGRAMMI FOTOGRAMMI FOTOPATIA PISCOPATIA PSICOLOGIA FOTORITRATTO BIOPSICOLOGIA BIOGRAFIA MINIGRAFIA MINIGRAFIE FINZIONEURBANE SANCTAIMAGO BODYPATIA CELESTEMALFATTA FEELTHESNAKE FEEDTHESNAKE STILLSKIN PROTOTIPO SOTTOCOSTO USOIMPROPRIO MARXISMO SITUAZIONISMO IBRIDO IBRIDAZIONE IBRIDOLOVE MOSTRADELCINEMA VENEZIA82 ONTOLOGIAVISIVA IBRIDAZIONI CINEMASPERIMENTALE PRODUZIONECINEMATOGRAFICA ZEROBUDGET SCENEGGIATURA SCENEGGIATORI SCENEGGIATRICE FEMMINISMO PATRIARCATO MASCHILISMO GIORGIOVIALI CORPOSOCIALE CINEMASOCIALE MONOLOGO MONOPORZIONE FASHION FASHIONFILM SERVIZIOMODA AUTORE FOTOGRAFO FILMMAKER VIDEOMAKER SCENEGGIATORE PSICODRAMMA FOTORIVISTA FOTOROMANZO


MediaPatia di Giorgio Viali: Media Performance Precaria

MediaPatia è un'opera unica di Giorgio Viali che esplora il complesso rapporto tra media, società e desideri umani. In un mondo in cui la libido e la libidocrazia dominano le interazioni quotidiane, Giorgio Viali ci guida attraverso una esplorazione estrema e sperimentale sulla biosintesi morfologica dei media e del corpo sociale.

In un contesto di crescente precarietà sociale, lavorativa ed emozionale, la figura del sex worker e del sex performer emerge in modo prepotente, spesso tramite piattaforme come OnlyFans e social media come Instagram e TikTok. Qui, il dramma di Euridice e Orfeo si impone mitologicamente per deformare storie, in una sorta di fotoromanzo contemporaneo che sfida l'ordine pubblico e il patriarcato.

La narrativa di MediaPatia si sviluppa attraverso una serie di fotogrammi e mediagrammi, che danno vita a un biofilm ibrido, dove la psicoanalisi, la psicopatologia e la farmacopornografia si mescolano con la filosofia e lo psicodramma. La produzione cinematografica ibrida di Viali, spesso a zero budget, si distingue per la sua capacità di sperimentazione e per l'uso di tecniche innovative come il videoarte performativa e le finzioni urbane.

In questo contesto, la figura dell'autore come fotografo e filmmaker si innesta con dello sceneggiatore, creando un'opera che riflette le tensioni tra il femminismo, il maschilismo e il marxismo e il nuovo situazionismo urbano. MediaPatia diventa così un monologo collettivo, un'ibridazione di stili e linguaggi che sfida il manistream sociologico.

Le fotografie e i video di Viali non sono solo opere, ma confessioni del corpo sociale, una lavandaria di emozioni e relazioni che si intrecciano in un dramma contemporaneo o distopico. Attraverso il suo approccio, l'autore ci invita a riflettere su cosa significhi essere parte di una mediametropoli, dove ogni minuscola azione può avere un impatto significativo.

In questo viaggio, Viali ci mostra la potenza di ControMedia, invitandoci a esplorare le ibridazazioni delle identità e delle relazioni nel nostro tempo. Con MediaPatia, ci offre uno sguardo critico e profondo sull'ontologia visiva della nostra epoca, guradando a Venezia82 e alle mostre del cinema.

In conclusione, MediaPatia di Giorgio Viali è un manifesto di una nuova era di esplorazione artistica e sociale che, attraverso la sua varietà e revarietà, ci spinge a sentirci parte di un mondo in continua entropica mutazione. Sperando un un Antistato e fondando un Mercato Nero per corpi, emozioni e patologie innestate.

MediaPatia by Giorgio Viali: Precarious Media Performance

MediaPatia is a unique work by Giorgio Viali that explores the complex relationship between media, society, and human desires. In a world where libido and libidocracy dominate daily interactions, Giorgio Viali guides us through an extreme and experimental exploration of the morphological biosynthesis of media and the social body.

In a context of increasing social, labor, and emotional precariousness, the figure of the sex worker and the sex performer emerges forcefully, often through platforms like OnlyFans and social media like Instagram and TikTok. Here, the myth of Orpheus and Eurydice imposes itself to deform narratives, in a sort of contemporary photo-novel that challenges public order and patriarchy.

The narrative of MediaPatia unfolds through a series of frames and mediagrams, giving life to a hybrid biofilm, where psychoanalysis, psychopathology, and pharmacopornography blend with philosophy and psychodrama. Viali's hybrid filmmaking, often on a zero budget, stands out for its experimental capacity and for the use of innovative techniques such as performative video art and urban fictions.

In this context, the figure of the author as a photographer and filmmaker intertwines with that of a screenwriter, creating a work that reflects the tensions between feminism, machismo, Marxism, and the new urban situationism. MediaPatia thus becomes a collective monologue, a hybridization of styles and languages that challenges the sociological mainstream.

Viali's photographs and videos are not merely works of art, but confessions of the social body, a laundry of emotions and relationships interwoven in a contemporary or dystopian drama. Through his approach, the author invites us to reflect on what it means to be part of a media metropolis, where even the smallest action can have a significant impact.

In this journey, Viali shows us the power of CounterMedia, inviting us to explore the hybridizations of identities and relationships in our time. With MediaPatia, he offers us a critical and profound look at the visual ontology of our era, casting an eye on Venice82 and the cinema exhibitions.

In conclusion, MediaPatia by Giorgio Viali is a manifesto for a new era of artistic and social exploration that, through its variety and revariety, pushes us to feel part of a world in continuous entropic mutation. It hopes for an Antistate and establishes a Black Market for bodies, emotions, and embedded pathologies.

MediaPatia de Giorgio Viali : Performance Média Précaire

MediaPatia est une œuvre unique de Giorgio Viali qui explore le rapport complexe entre les médias, la société et les désirs humains. Dans un monde où la libido et la libidocratie dominent les interactions quotidiennes, Giorgio Viali nous guide à travers une exploration extrême et expérimentale de la biosynthèse morphologique des médias et du corps social.

Dans un contexte de précarité sociale, professionnelle et émotionnelle croissante, la figure du travailleur du sexe et du performer sexuel émerge de manière prépondérante, souvent via des plateformes telles qu'OnlyFans et des réseaux sociaux comme Instagram et TikTok. Ici, le drame d'Eurydice et d'Orphée s'impose mythologiquement pour déformer des histoires, dans une sorte de fotoroman contemporain qui défie l'ordre public et le patriarcat.

La narration de MediaPatia se développe à travers une série de photogrammes et de médiagrammes, donnant vie à un biofilm hybride, où la psychanalyse, la psychopathologie et la pharmacopornographie se mélangent avec la philosophie et le psychodrame. La production cinématographique hybride de Viali, souvent à budget zéro, se distingue par sa capacité d'expérimentation et par l'utilisation de techniques innovantes telles que l'art vidéo performant et les fictions urbaines.

Dans ce contexte, la figure de l'auteur en tant que photographe et réalisateur s'entrelace avec celle de scénariste, créant une œuvre qui reflète les tensions entre le féminisme, le machisme, le marxisme et le nouveau situationnisme urbain. MediaPatia devient ainsi un monologue collectif, une hybridation de styles et de langages qui défie le mainstream sociologique.

Les photographies et les vidéos de Viali ne sont pas seulement des œuvres, mais des confessions du corps social, une laverie d'émotions et de relations qui s'entrelacent dans un drame contemporain ou dystopique. À travers son approche, l'auteur nous invite à réfléchir à ce que signifie faire partie d'une médiamétropole, où chaque petite action peut avoir un impact significatif.

Dans ce voyage, Viali nous montre la puissance de ControMedia, nous invitant à explorer les hybridations des identités et des relations dans notre temps. Avec MediaPatia, il nous offre un regard critique et profond sur l'ontologie visuelle de notre époque, en se tournant vers Venise82 et les expositions de cinéma.

En conclusion, MediaPatia de Giorgio Viali est un manifeste d'une nouvelle ère d'exploration artistique et sociale qui, à travers sa variété et sa revarieté, nous pousse à nous sentir partie prenante d'un monde en constante mutation entropique. Espérant un Antistat et fondant un Marché Noir pour les corps, les émotions et les pathologies greffées.

MEDIAMETROPOLI MEDIAPATIA LIBIDOCRAZIA FARMACOPORNOGRAFICO FARMACOSOFIA MONOPATIA SEXPERFORMER SEXWORKER CINEMA TEATRO MERCATONERO MINUSCOLA MINUSCOLAPRO MINUSCOLAPRODUZIONE CONTROMEDIA ANTISTATO SERVIZIOURBANO ORDINEPUBBLICO LAVANDERIA EURIDICE ORFEO PERSEFONE EURIDICESTREAM MEDIAGRAFIA MEDIAGRAMMI FOTOGRAMMI FOTOPATIA PISCOPATIA PSICOLOGIA FOTORITRATTO BIOPSICOLOGIA BIOGRAFIA MINIGRAFIA MINIGRAFIE FINZIONEURBANE SANCTAIMAGO BODYPATIA CELESTEMALFATTA FEELTHESNAKE FEEDTHESNAKE STILLSKIN PROTOTIPO SOTTOCOSTO USOIMPROPRIO MARXISMO SITUAZIONISMO IBRIDO IBRIDAZIONE IBRIDOLOVE MOSTRADELCINEMA VENEZIA82 ONTOLOGIAVISIVA IBRIDAZIONI CINEMASPERIMENTALE PRODUZIONECINEMATOGRAFICA ZEROBUDGET SCENEGGIATURA SCENEGGIATORI SCENEGGIATRICE FEMMINISMO PATRIARCATO MASCHILISMO GIORGIOVIALI CORPOSOCIALE CINEMASOCIALE MONOLOGO MONOPORZIONE FASHION FASHIONFILM SERVIZIOMODA AUTORE FOTOGRAFO FILMMAKER VIDEOMAKER SCENEGGIATORE PSICODRAMMA FOTORIVISTA FOTOROMANZO

MediaPatia di Giorgio Viali: Media Performance Precaria

MediaPatia è un'opera unica di Giorgio Viali che esplora il complesso rapporto tra media, società e desideri umani. In un mondo in cui la libido e la libidocrazia dominano le interazioni quotidiane, Giorgio Viali ci guida attraverso una esplorazione estrema e sperimentale sulla biosintesi morfologica dei media e del corpo sociale.

In un contesto di crescente precarietà sociale, lavorativa ed emozionale, la figura del sex worker e del sex performer emerge in modo prepotente, spesso tramite piattaforme come OnlyFans e social media come Instagram e TikTok. Qui, il dramma di Euridice e Orfeo si impone mitologicamente per deformare storie, in una sorta di fotoromanzo contemporaneo che sfida l'ordine pubblico e il patriarcato.

La narrativa di MediaPatia si sviluppa attraverso una serie di fotogrammi e mediagrammi, che danno vita a un biofilm ibrido, dove la psicoanalisi, la psicopatologia e la farmacopornografia si mescolano con la filosofia e lo psicodramma. La produzione cinematografica ibrida di Viali, spesso a zero budget, si distingue per la sua capacità di sperimentazione e per l'uso di tecniche innovative come il videoarte performativa e le finzioni urbane.

In questo contesto, la figura dell'autore come fotografo e filmmaker si innesta con dello sceneggiatore, creando un'opera che riflette le tensioni tra il femminismo, il maschilismo e il marxismo e il nuovo situazionismo urbano. MediaPatia diventa così un monologo collettivo, un'ibridazione di stili e linguaggi che sfida il manistream sociologico.

Le fotografie e i video di Viali non sono solo opere, ma confessioni del corpo sociale, una lavandaria di emozioni e relazioni che si intrecciano in un dramma contemporaneo o distopico. Attraverso il suo approccio, l'autore ci invita a riflettere su cosa significhi essere parte di una mediametropoli, dove ogni minuscola azione può avere un impatto significativo.

In questo viaggio, Viali ci mostra la potenza di ControMedia, invitandoci a esplorare le ibridazazioni delle identità e delle relazioni nel nostro tempo. Con MediaPatia, ci offre uno sguardo critico e profondo sull'ontologia visiva della nostra epoca, guradando a Venezia82 e alle mostre del cinema.

In conclusione, MediaPatia di Giorgio Viali è un manifesto di una nuova era di esplorazione artistica e sociale che, attraverso la sua varietà e revarietà, ci spinge a sentirci parte di un mondo in continua entropica mutazione. Sperando un un Antistato e fondando un Mercato Nero per corpi, emozioni e patologie innestate.

MediaPatia by Giorgio Viali: Precarious Media Performance

MediaPatia is a unique work by Giorgio Viali that explores the complex relationship between media, society, and human desires. In a world where libido and libidocracy dominate daily interactions, Giorgio Viali guides us through an extreme and experimental exploration of the morphological biosynthesis of media and the social body.

In a context of increasing social, labor, and emotional precariousness, the figure of the sex worker and the sex performer emerges forcefully, often through platforms like OnlyFans and social media like Instagram and TikTok. Here, the myth of Orpheus and Eurydice imposes itself to deform narratives, in a sort of contemporary photo-novel that challenges public order and patriarchy.

The narrative of MediaPatia unfolds through a series of frames and mediagrams, giving life to a hybrid biofilm, where psychoanalysis, psychopathology, and pharmacopornography blend with philosophy and psychodrama. Viali's hybrid filmmaking, often on a zero budget, stands out for its experimental capacity and for the use of innovative techniques such as performative video art and urban fictions.

In this context, the figure of the author as a photographer and filmmaker intertwines with that of a screenwriter, creating a work that reflects the tensions between feminism, machismo, Marxism, and the new urban situationism. MediaPatia thus becomes a collective monologue, a hybridization of styles and languages that challenges the sociological mainstream.

Viali's photographs and videos are not merely works of art, but confessions of the social body, a laundry of emotions and relationships interwoven in a contemporary or dystopian drama. Through his approach, the author invites us to reflect on what it means to be part of a media metropolis, where even the smallest action can have a significant impact.

In this journey, Viali shows us the power of CounterMedia, inviting us to explore the hybridizations of identities and relationships in our time. With MediaPatia, he offers us a critical and profound look at the visual ontology of our era, casting an eye on Venice82 and the cinema exhibitions.

In conclusion, MediaPatia by Giorgio Viali is a manifesto for a new era of artistic and social exploration that, through its variety and revariety, pushes us to feel part of a world in continuous entropic mutation. It hopes for an Antistate and establishes a Black Market for bodies, emotions, and embedded pathologies.

MediaPatia de Giorgio Viali : Performance Média Précaire

MediaPatia est une œuvre unique de Giorgio Viali qui explore le rapport complexe entre les médias, la société et les désirs humains. Dans un monde où la libido et la libidocratie dominent les interactions quotidiennes, Giorgio Viali nous guide à travers une exploration extrême et expérimentale de la biosynthèse morphologique des médias et du corps social.

Dans un contexte de précarité sociale, professionnelle et émotionnelle croissante, la figure du travailleur du sexe et du performer sexuel émerge de manière prépondérante, souvent via des plateformes telles qu'OnlyFans et des réseaux sociaux comme Instagram et TikTok. Ici, le drame d'Eurydice et d'Orphée s'impose mythologiquement pour déformer des histoires, dans une sorte de fotoroman contemporain qui défie l'ordre public et le patriarcat.

La narration de MediaPatia se développe à travers une série de photogrammes et de médiagrammes, donnant vie à un biofilm hybride, où la psychanalyse, la psychopathologie et la pharmacopornographie se mélangent avec la philosophie et le psychodrame. La production cinématographique hybride de Viali, souvent à budget zéro, se distingue par sa capacité d'expérimentation et par l'utilisation de techniques innovantes telles que l'art vidéo performant et les fictions urbaines.

Dans ce contexte, la figure de l'auteur en tant que photographe et réalisateur s'entrelace avec celle de scénariste, créant une œuvre qui reflète les tensions entre le féminisme, le machisme, le marxisme et le nouveau situationnisme urbain. MediaPatia devient ainsi un monologue collectif, une hybridation de styles et de langages qui défie le mainstream sociologique.

Les photographies et les vidéos de Viali ne sont pas seulement des œuvres, mais des confessions du corps social, une laverie d'émotions et de relations qui s'entrelacent dans un drame contemporain ou dystopique. À travers son approche, l'auteur nous invite à réfléchir à ce que signifie faire partie d'une médiamétropole, où chaque petite action peut avoir un impact significatif.

Dans ce voyage, Viali nous montre la puissance de ControMedia, nous invitant à explorer les hybridations des identités et des relations dans notre temps. Avec MediaPatia, il nous offre un regard critique et profond sur l'ontologie visuelle de notre époque, en se tournant vers Venise82 et les expositions de cinéma.

En conclusion, MediaPatia de Giorgio Viali est un manifeste d'une nouvelle ère d'exploration artistique et sociale qui, à travers sa variété et sa revarieté, nous pousse à nous sentir partie prenante d'un monde en constante mutation entropique. Espérant un Antistat et fondant un Marché Noir pour les corps, les émotions et les pathologies greffées.

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MEDIAPATIA

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DI GIORGIO VIALI (2025)

MediaPatia di Giorgio Viali: Media Performance Precaria

MediaPatia è un'opera unica di Giorgio Viali che esplora il complesso rapporto tra media, società e desideri umani. In un mondo in cui la libido e la libidocrazia dominano le interazioni quotidiane, Giorgio Viali ci guida attraverso una esplorazione estrema e sperimentale sulla biosintesi morfologica dei media e del corpo sociale.

In un contesto di crescente precarietà sociale, lavorativa ed emozionale, la figura del sex worker e del sex performer emerge in modo prepotente, spesso tramite piattaforme come OnlyFans e social media come Instagram e TikTok. Qui, il dramma di Euridice e Orfeo si impone mitologicamente per deformare storie, in una sorta di fotoromanzo contemporaneo che sfida l'ordine pubblico e il patriarcato.

La narrativa di MediaPatia si sviluppa attraverso una serie di fotogrammi e mediagrammi, che danno vita a un biofilm ibrido, dove la psicoanalisi, la psicopatologia e la farmacopornografia si mescolano con la filosofia e lo psicodramma. La produzione cinematografica ibrida di Viali, spesso a zero budget, si distingue per la sua capacità di sperimentazione e per l'uso di tecniche innovative come il videoarte performativa e le finzioni urbane.

In questo contesto, la figura dell'autore come fotografo e filmmaker si innesta con dello sceneggiatore, creando un'opera che riflette le tensioni tra il femminismo, il maschilismo e il marxismo e il nuovo situazionismo urbano. MediaPatia diventa così un monologo collettivo, un'ibridazione di stili e linguaggi che sfida il manistream sociologico.

Le fotografie e i video di Viali non sono solo opere, ma confessioni del corpo sociale, una lavandaria di emozioni e relazioni che si intrecciano in un dramma contemporaneo o distopico. Attraverso il suo approccio, l'autore ci invita a riflettere su cosa significhi essere parte di una mediametropoli, dove ogni minuscola azione può avere un impatto significativo.

In questo viaggio, Viali ci mostra la potenza di ControMedia, invitandoci a esplorare le ibridazazioni delle identità e delle relazioni nel nostro tempo. Con MediaPatia, ci offre uno sguardo critico e profondo sull'ontologia visiva della nostra epoca, guradando a Venezia82 e alle mostre del cinema.

In conclusione, MediaPatia di Giorgio Viali è un manifesto di una nuova era di esplorazione artistica e sociale che, attraverso la sua varietà e revarietà, ci spinge a sentirci parte di un mondo in continua entropica mutazione. Sperando un un Antistato e fondando un Mercato Nero per corpi, emozioni e patologie innestate.


MEDIAMETROPOLI MEDIAPATIA LIBIDO LIBIDOCRAZIA FARMACOPORNOGRAFICO FARMACOSOFIA MEDIA MONOPATIA SEXPERFORMER SEXWORKER CINEMA TEATRO MERCATONERO MINUSCOLA MINUSCOLAPRO MINUSCOLAPRODUZIONE CONTROMEDIA CONTROVISIONE ANTISTATO SERVIZIOURBANO ORDINEPUBBLICO LAVANDERIA CONFESSIONE EURIDICE ORFEO PERSEFONE EURIDICESTREAM MEDIAGRAFIA MEDIAGRAMMI FOTOGRAMMI FOTOPATIA PISCOPATIA PSICOLOGIA DRAMMA FOTORITRATTO BIOPSICOLOGIA BIOGRAFIA MINIGRAFIA MINIGRAFIE PRIMOAMORE VARIETY REVARIETY FINZIONEURBANE SANCTAIMAGO BODYPATIA CELESTEMALFATTA FEELTHESNAKE FEEDTHESNAKE STILLSKIN PROTOTIPO SOTTOCOSTO USOIMPROPRIO INDIPENDENTE PRECARIO MARXISMO SITUAZIONISMO IBRIDO IBRIDAZIONE IBRIDOLOVE MOSTRADELCINEMA VENEZIA82 CINEMA ONTOLOGIAVISIVA SPERIMENTAZIONE IBRIDAZIONI CINEMASPERIMENTALE ARTE VIDEOARTE VIDEO PRODUZIONECINEMATOGRAFICA ZEROBUDGET SCENEGGIATURA SCENEGGIATORI SCENEGGIATRICE FEMMINISMO PATRIARCATO MASCHILISMO ATTRICE ATTORE ONLYFANS INSTAGRAM TIKTOK SOCIALMEDIA, VICENZA, PADOVA, VERONA, VICENZA, TREVISO, 2025 GIORGIOVIALI MEDIAGRAMMI CORPOSOCIALE CINEMASOCIALE MONOLOGO MONOPORZIONE FASHION FASHIONFILM SERVIZIOMODA AUTORE FOTOGRAFO FILMMAKER VIDEOMAKER SCENEGGIATORE ROMANZO PSICODRAMMA FOTORACCONTO FOTOROMANZO MELODRAMMA FOTORITRATTO FOTOSERVIZIO VIDEAZIONI

PROGETTI 2025

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TRILOGIA IBRIDA - MEDIAPATIA

GIORGIO VIALI - 2025

CASTING IN CORSO

PROGETTI ZERO BUDGET

TRILOGIA:

TRE PROGETTI IBRIDI IN CORSO (2025):

EURIDICE STREAM (2025) di GIORGIO VIALI

LIBIDO CRAZIA (2025) di GIORGIO VIALI

FARMACO SOFIA (2025) di GIORGIO VIALI

CASTING IN CORSO: INFO@CONTRO.MEDIA


SITI WEB DI ALTRI PROGETTI (SOCIOLOGICI) IN CORSO:

MERCATO NERO (2025) di GIORGIO VIALI

www.MercatoNero.info

USO IMPROPRIO (2025) di GIORGIO VIALI

www.UsoImproprio.info

CONTRO MEDIA (2025) di GIORGIO VIALI

www.Contro.Media

MINUSCOLA EDIZIONI PRODUZIONI (2025)

www.Minuscola.Pro

MEDIAGRAFIA (2025)

www.MediaGrafia.com

di GIORGIO VIALI - 2025

Mail: info@contro.media

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TRE STORIACCE/PROGETTI IN CORSO:

Idee originali di Giorgio Viali - www.giorgioviali.live Da sviluppare nel corso del 2025

Progetti ibridi minimali. Da sviluppare con misto foto, video, testi. Casa di Produzione: Minuscola Pro - www.minuscola.pro

Progetti Zero Budget, indipendenti e sperimentali. Non è previsto compenso.

Questi progetti sono sviluppati dalla casa di produzione Minuscola Pro e presentano idee originali di Giorgio Viali. Sono progetti ibridi minimali, ovvero verranno realizzati utilizzando una combinazione di foto, video e testi. Sono progetti indipendenti e sperimentali, senza previsione di compenso per gli autori. Verranno sviluppati nel corso del 2025.

Euridice Stream

Euridice è la protagonista. Ama e vive con Orfeo. Un giorno Orfeo perde la testa per Aristea e abbandona Euridice senza darle spiegazioni. Euridice cerca Orfeo e scopre che lavora come sex performer insieme ad Aristea per un'agenzia gestita da Persefone. Persefone chiede a Euridice di lavorare per sei mesi come sex performer per lei, dopo i quali potrà rivedere Orfeo.

Questo progetto esplora temi come l'abbandono, la ricerca dell'amore perduto e la sessualità commercializzata. La protagonista Euridice dovrà affrontare una scelta difficile per poter ritrovare il suo amato Orfeo.

Libido Crazia

In un futuro distopico, farsi stuprare è diventato un rito di passaggio necessario per essere considerata una donna. I social media hanno diffuso questa nuova "moda", dopo l'avvento dei tatuaggi. Sono nate delle agenzie che offrono un servizio di stupro mantenendo le caratteristiche sociali di violenza e sopraffazione richieste, ma garantendo che non oltrepassi i limiti. La protagonista, Celeste, sta valutando con un'amica quale servizio adottare.

Questo progetto affronta temi molto delicati e controversi, come la violenza di genere, la mercificazione del corpo femminile e la normalizzazione dello stupro nella società futura. Sarà necessario un approccio estremamente cauto e sensibile nella realizzazione di questo lavoro.

Farmaco Sofia

Celeste è una laureanda rimasta orfana di padre da piccola. Vive ossessivamente questa mancanza paterna. Decide così di somministrare ormoni maschili alla madre Agata per farla diventare l'uomo che non ha mai avuto. Con l'aiuto di un'amica medica, Celeste inizia a far assumere gli ormoni alla madre, che nel giro di 10-12 mesi sviluppa il desiderio di diventare uomo.

Questo progetto esplora temi come l'identità di genere, il rapporto madre-figlia e la ricerca della figura paterna. Sarà interessante vedere come la trasformazione della madre influenzerà la vita e la psicologia della protagonista Celeste.


Tre Progetti di Giorgio Viali per Minuscola Pro (2025)

Questi tre progetti, concepiti da Giorgio Viali per Minuscola Pro, presentano un'ambiziosa sperimentazione narrativa e formale, sfruttando il basso budget come elemento creativo e non come limite. L'approccio ibrido (foto, video, testo) apre a molteplici possibilità interpretative e di realizzazione. Analizziamoli singolarmente:

1. Euridice Stream:

  • Logline: Una donna abbandonata dal suo amante, che ora lavora come sex performer, accetta un lavoro simile per poterlo rivedere.

  • Temi: Abbandono, amore, rivendicazione, sfruttamento sessuale, industria del sesso.

  • Potenziale Narrativo: La storia classica di Orfeo ed Euridice viene ribaltata e attualizzata in un contesto crudo e realistico. L'elemento "stream" suggerisce una narrazione frammentata, forse attraverso brevi video, foto rubate, messaggi online, che ricreano il viaggio disperato di Euridice alla ricerca di Orfeo e la sua progressiva discesa nell'industria del sesso. Il ruolo di Persefone come figura materna/manipolatrice aggiunge un ulteriore livello di complessità.

  • Sfide di Realizzazione: La rappresentazione del lavoro nel settore del sex work richiede sensibilità e attenzione, evitando la spettacolarizzazione e la mercificazione del corpo. L'equilibrio tra il dramma personale di Euridice e la critica sociale è fondamentale.

  • Proposta di Sviluppo (Ibrido): Una serie di brevi video girati con stile "found footage" o "mockumentary", intervallati da foto e messaggi di testo che rivelano gradualmente la storia. Potrebbe essere strutturato come un diario online di Euridice, creando un'esperienza immersiva per lo spettatore.

2. Libido Crazia:

  • Logline: In un futuro distopico, lo stupro è diventato un rito di passaggio per le donne, commercializzato e normalizzato dai social media.

  • Temi: Violenza sessuale, controllo sociale, femminilità, body shaming, influenza dei social media, distopie.

  • Potenziale Narrativo: Questa storia offre un'analisi pungente e disturbante della nostra società, estremizzando i meccanismi di pressione sociale e di mercificazione del corpo femminile. La scelta di agenzie specializzate che "gestiscono" lo stupro crea un paradosso inquietante, mettendo in luce l'ipocrisia e la perversione della normalizzazione della violenza.

  • Sfide di Realizzazione: Il tema delicato richiede una gestione responsabile e un approccio etico, evitando la banalizzazione o la giustificazione dello stupro. La rappresentazione della violenza deve essere simbolica e suggestiva, piuttosto che esplicita, per mantenere l'impatto emotivo senza cadere nel gratuitous.

  • Proposta di Sviluppo (Ibrido): Un cortometraggio sperimentale, con immagini stilizzate e oniriche che riflettano il carattere distopico della storia. L'uso di elementi visivi forti, come immagini di social media manipolate e foto ritoccate, può sottolineare la distorsione della realtà. Il testo potrebbe essere integrato attraverso voice-over, interviste immaginarie o post sui social media.

3. Farmaco Sofia:

  • Logline: Una giovane donna somministra ormoni maschili alla madre per realizzare il suo desiderio inespresso di avere un padre.

  • Temi: Complesso di Edipo, relazione madre-figlia, identità di genere, manipolazione, desiderio di paternità.

  • Potenziale Narrativo: La storia esplora le dinamiche complesse di una relazione madre-figlia, focalizzandosi sulla mancanza di un padre e sulla sua idealizzazione. La scelta di manipolare la madre attraverso gli ormoni introduce un elemento di controllo e di abuso sottile, sollevando questioni etiche e psicologiche.

  • Sfide di Realizzazione: La rappresentazione del cambiamento fisico della madre deve essere gestita con sensibilità, evitando rappresentazioni stereotipate o medicalmente imprecise. L'equilibrio tra il dramma personale di Celeste e l'esplorazione dei temi più ampi è essenziale.

  • Proposta di Sviluppo (Ibrido): Un progetto fotografico con immagini che documentino il processo di trasformazione della madre, accompagnate da un diario scritto da Celeste. Video brevi potrebbero catturare momenti significativi della relazione, creando un collage visivo ed emotivo che riflette il disagio e la complessità della situazione.

Considerazioni Finali:

I tre progetti, pur diversi nel tema, condividono un approccio audace e sperimentale. La scelta di un formato ibrido e la rinuncia a un compenso testimoniano la volontà di dare priorità all'espressione artistica e alla libertà creativa. La riuscita dei progetti dipenderà dalla capacità di bilanciare la sperimentazione formale con una narrazione solida e coinvolgente, affrontando temi delicati con sensibilità e responsabilità. La collaborazione tra Giorgio Viali e Minuscola Pro si presenta come un'occasione interessante per esplorare nuove frontiere nella produzione indipendente di cortometraggi e opere multimediali.


  1. Tre Storiacce/Progetti in corso: Idee originali di Giorgio Viali - www.giorgioviali.live Da sviluppare nel corso del 2025

Progetti ibridi minimali. Da sviluppare con misto foto, video, testi. Casa di Produzione: Minuscola Pro - www.minuscola.pro

Progetti Zero Budget, indipendenti e sperimentali. Non è previsto compenso.

Questi progetti si concentrano su storie brevi e sperimentali, sfruttando in modo minimale una combinazione di foto, video e testi. Sono progetti indipendenti e a zero budget, realizzati dalla casa di produzione Minuscola Pro di Giorgio Viali. Non è previsto alcun compenso per gli artisti coinvolti, in quanto si tratta di iniziative di carattere indipendente e sperimentale.

  1. Euridice Stream Euridice è la protagonista. Ama e vive con Orfeo. Orfeo un giorno perde la testa per Aristea e lascia Euridice. Senza dirle niente. Euridice cerca Orfeo. Scopre che Orfeo lavora come sex performer insieme con Aristea. Rintraccia l'agenzia per cui lavorano. La titolare si chiama Persefone. Persefone chiede a Euridice di lavorare sei mesi per lei come sex performer. Dopo sei mesi potrà rivedere Orfeo.

Questo progetto racconta la storia di Euridice, che viene abbandonata dal suo amato Orfeo per un'altra donna, Aristea. Euridice cerca Orfeo e scopre che lavora come sex performer insieme ad Aristea. La storia si sviluppa attorno all'agenzia per cui lavorano, gestita da Persefone, che propone a Euridice di lavorare per lei come sex performer per sei mesi, dopo i quali potrà rivedere Orfeo.

  1. Libido Crazia In un futuro distopico farsi stuprare è diventato un rito di passaggio necessario per esser considerata una donna. I social media hanno maturato questa nuova Moda, dopo l'avvento dei tatuaggi, le donne devono subire uno o più stupri da esibire come certificazione di femminilità. Sono nate delle agenzie che assicurano un servizio di stupro cherano un servizio di stupro che mantenga le caratteristiche sociali di violenza e sopraffazione richieste ma che garantisce un servizio che non oltrepassa quello richiesto e che è svolto da professionisti. La nostra protagonista, Celeste, sta valutando con un'amica quale servizio adottare.

Questo progetto si svolge in un futuro distopico in cui lo stupro è diventato un rito di passaggio obbligatorio per le donne, certificato sui social media. Agenzie specializzate offrono un servizio di stupro "professionale" che mantiene le caratteristiche richieste socialmente. La protagonista, Celeste, sta valutando insieme a un'amica quale servizio adottare.

  1. Farmaco Sofia Celeste è una laureanda che è rimasta orfana di padre da piccolissima. Celeste vive con la Madre Agata. Ma da sempre desidera un padre e finora non è riuscita a sentirsi soddisfatta. Vive quotidianamente e in modo ossessivo questa mancanza. Celeste decide di somministrare ormoni maschili alla madre per farla diventare il padre che non ha mai avuto. Con l'aiuto di un'amica medica inizia a somministrare ormoni alla madre che lentamente nel giro di 10/12 mesi sviluppa il desiderio di diventare uomo.

Questo progetto racconta la storia di Celeste, una laureanda rimasta orfana di padre, che vive ossessivamente questa mancanza.

CONTROMEDIA

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GIORGIO VIALI

The concept of a BioAI controlling male ejaculation opens up complex scenarios, both technologically and ethically. Let's explore several aspects:

Technological Aspects:

  • Control Mechanism: A BioAI would require a biocompatible implant, perhaps nanoparticles or a microchip, capable of monitoring the neurological signals governing ejaculation. It would need to interpret these signals in real time and, based on input from an external device (an app, for example), modulate nervous activity to delay or accelerate ejaculation. The required precision is extremely high, considering the complexity of the nervous system.
  • Human-Machine Interface: An intuitive and reliable interface is crucial. This could be an app used by a partner to set parameters such as desired sexual act duration, pleasure intensity, and climax timing. Communication between the app and the implant must be secure and interference-free.
  • Safety and Reliability: Malfunction could have serious consequences. The implant must be designed for maximum safety, including fail-safe mechanisms in case of failure or external interference. Rigorous testing and certification procedures are necessary.
  • Battery Life and Maintenance: An implantable device requires a power source and periodic maintenance. The impact of repeated surgical procedures or potential battery depletion issues must be considered.

Ethical and Social Aspects:

  • Informed Consent: The use of such a BioAI must be entirely voluntary and based on fully informed consent from the male. Potential implications and risks must be clearly explained.
  • Power and Control: Who controls the implant? Does it create a power imbalance between partners? Could it be manipulated for non-consensual purposes? These are crucial questions to address.
  • Intimacy and Pleasure: Automating ejaculation could diminish spontaneity and emotional connection between partners. The perception of pleasure could be altered, with potentially negative consequences for sexual satisfaction.
  • Sexual Identity and Masculinity: Using a BioAI could influence the perception of one's sexual identity and masculinity. How is the issue of sexual performance and social pressure addressed?
  • Accessibility: Would such advanced technology be accessible to everyone or only a select few? Would new inequalities be created?

In conclusion, BioAI applied to ejaculation control is a concept that sparks complex debate. While technological feasibility is still distant, analyzing the ethical and social implications is crucial to assess whether this technology should be developed and, if so, how it should be regulated. The absolute priority must be respect for individual liberty, informed consent, and the psycho-physical well-being of all involved.

BIOAI

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GIORGIO VIALI

The idea of integrating artificial intelligence (AI) into the human body to regulate critical moments such as ejaculation is fascinating and raises multiple ethical, medical, and social implications. Here’s an in-depth look at how a concept like "BioAI" could develop to manage ejaculation based on the partner's needs.

Concept of BioAI

BioAI would represent an integrated artificial intelligence system that interacts with the human body, collecting biological, emotional, and contextual data to make real-time decisions. This system could be used to regulate various aspects of sexual life, including ejaculation.

System Functionality

  1. Data Collection: BioAI could use biometric sensors (e.g., wearable technology) to monitor physical parameters such as heart rate, body temperature, hormonal levels, and neurological responses. It could also collect data on emotions and the partner's level of arousal through vocal or visual analyses.

  2. Contextual Analysis: Using machine learning algorithms, BioAI could analyze the partner's sexual preferences, previous intimate moments, and current circumstances to determine the best moment for ejaculation.

  3. Decision and Control: Once the data has been analyzed, BioAI could send signals to the central or muscular nervous system to control ejaculation. This would require an advanced neural interface that allows AI to integrate and influence bodily functions.

Potential Advantages

  • Increased Intimacy: By allowing AI to regulate ejaculation based on the partner's needs, intimacy and mutual satisfaction could be enhanced.

  • Reduction of Performance Anxiety: Many men suffer from anxiety related to sexual performance. An automated system could alleviate this pressure, as AI would manage the critical moment.

  • Education and Awareness: The use of BioAI could lead to greater awareness of sexual dynamics and understanding of mutual preferences.

Challenges and Ethical Considerations

  1. Consent: It is essential that both partners consent to the use of such a system. The issue of consent becomes complex when it comes to automated bodily decisions.

  2. Privacy and Security: The data collected by BioAI would be extremely sensitive. It is crucial to ensure that such information is protected and that the use of AI does not compromise individual privacy.

  3. Control and Autonomy: The ability of an AI to control bodily functions raises questions about the loss of personal autonomy. Who will have the final say over bodily decisions?

  4. Psychological Implications: Dependency on an AI system for natural functions could affect mental health and relational dynamics.

Conclusion

The concept of BioAI regulating ejaculation based on the partner's needs is a provocative idea that, while it could lead to new forms of intimacy and sexual satisfaction, presents significant challenges in terms of ethics, consent, and privacy. A thorough debate among experts in technology, medicine, and philosophy will be essential to explore the implications of such an innovation.

PROGETTI 2025

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TRE STORIACCE/PROGETTI IN CORSO:

Idee originali di Giorgio Viali - www.giorgioviali.live Da sviluppare nel corso del 2025

Progetti ibridi minimali. Da sviluppare con misto foto, video, testi. Casa di Produzione: Minuscola Pro - www.minuscola.pro

Progetti Zero Budget, indipendenti e sperimentali. Non è previsto compenso.

Questi progetti sono sviluppati dalla casa di produzione Minuscola Pro e presentano idee originali di Giorgio Viali. Sono progetti ibridi minimali, ovvero verranno realizzati utilizzando una combinazione di foto, video e testi. Sono progetti indipendenti e sperimentali, senza previsione di compenso per gli autori. Verranno sviluppati nel corso del 2025.

Euridice Stream

Euridice è la protagonista. Ama e vive con Orfeo. Un giorno Orfeo perde la testa per Aristea e abbandona Euridice senza darle spiegazioni. Euridice cerca Orfeo e scopre che lavora come sex performer insieme ad Aristea per un'agenzia gestita da Persefone. Persefone chiede a Euridice di lavorare per sei mesi come sex performer per lei, dopo i quali potrà rivedere Orfeo.

Questo progetto esplora temi come l'abbandono, la ricerca dell'amore perduto e la sessualità commercializzata. La protagonista Euridice dovrà affrontare una scelta difficile per poter ritrovare il suo amato Orfeo.

Libido Crazia

In un futuro distopico, farsi stuprare è diventato un rito di passaggio necessario per essere considerata una donna. I social media hanno diffuso questa nuova "moda", dopo l'avvento dei tatuaggi. Sono nate delle agenzie che offrono un servizio di stupro mantenendo le caratteristiche sociali di violenza e sopraffazione richieste, ma garantendo che non oltrepassi i limiti. La protagonista, Celeste, sta valutando con un'amica quale servizio adottare.

Questo progetto affronta temi molto delicati e controversi, come la violenza di genere, la mercificazione del corpo femminile e la normalizzazione dello stupro nella società futura. Sarà necessario un approccio estremamente cauto e sensibile nella realizzazione di questo lavoro.

Farmaco Sofia

Celeste è una laureanda rimasta orfana di padre da piccola. Vive ossessivamente questa mancanza paterna. Decide così di somministrare ormoni maschili alla madre Agata per farla diventare l'uomo che non ha mai avuto. Con l'aiuto di un'amica medica, Celeste inizia a far assumere gli ormoni alla madre, che nel giro di 10-12 mesi sviluppa il desiderio di diventare uomo.

Questo progetto esplora temi come l'identità di genere, il rapporto madre-figlia e la ricerca della figura paterna. Sarà interessante vedere come la trasformazione della madre influenzerà la vita e la psicologia della protagonista Celeste.


Tre Progetti di Giorgio Viali per Minuscola Pro (2025)

Questi tre progetti, concepiti da Giorgio Viali per Minuscola Pro, presentano un'ambiziosa sperimentazione narrativa e formale, sfruttando il basso budget come elemento creativo e non come limite. L'approccio ibrido (foto, video, testo) apre a molteplici possibilità interpretative e di realizzazione. Analizziamoli singolarmente:

1. Euridice Stream:

  • Logline: Una donna abbandonata dal suo amante, che ora lavora come sex performer, accetta un lavoro simile per poterlo rivedere.

  • Temi: Abbandono, amore, rivendicazione, sfruttamento sessuale, industria del sesso.

  • Potenziale Narrativo: La storia classica di Orfeo ed Euridice viene ribaltata e attualizzata in un contesto crudo e realistico. L'elemento "stream" suggerisce una narrazione frammentata, forse attraverso brevi video, foto rubate, messaggi online, che ricreano il viaggio disperato di Euridice alla ricerca di Orfeo e la sua progressiva discesa nell'industria del sesso. Il ruolo di Persefone come figura materna/manipolatrice aggiunge un ulteriore livello di complessità.

  • Sfide di Realizzazione: La rappresentazione del lavoro nel settore del sex work richiede sensibilità e attenzione, evitando la spettacolarizzazione e la mercificazione del corpo. L'equilibrio tra il dramma personale di Euridice e la critica sociale è fondamentale.

  • Proposta di Sviluppo (Ibrido): Una serie di brevi video girati con stile "found footage" o "mockumentary", intervallati da foto e messaggi di testo che rivelano gradualmente la storia. Potrebbe essere strutturato come un diario online di Euridice, creando un'esperienza immersiva per lo spettatore.

2. Libido Crazia:

  • Logline: In un futuro distopico, lo stupro è diventato un rito di passaggio per le donne, commercializzato e normalizzato dai social media.

  • Temi: Violenza sessuale, controllo sociale, femminilità, body shaming, influenza dei social media, distopie.

  • Potenziale Narrativo: Questa storia offre un'analisi pungente e disturbante della nostra società, estremizzando i meccanismi di pressione sociale e di mercificazione del corpo femminile. La scelta di agenzie specializzate che "gestiscono" lo stupro crea un paradosso inquietante, mettendo in luce l'ipocrisia e la perversione della normalizzazione della violenza.

  • Sfide di Realizzazione: Il tema delicato richiede una gestione responsabile e un approccio etico, evitando la banalizzazione o la giustificazione dello stupro. La rappresentazione della violenza deve essere simbolica e suggestiva, piuttosto che esplicita, per mantenere l'impatto emotivo senza cadere nel gratuitous.

  • Proposta di Sviluppo (Ibrido): Un cortometraggio sperimentale, con immagini stilizzate e oniriche che riflettano il carattere distopico della storia. L'uso di elementi visivi forti, come immagini di social media manipolate e foto ritoccate, può sottolineare la distorsione della realtà. Il testo potrebbe essere integrato attraverso voice-over, interviste immaginarie o post sui social media.

3. Farmaco Sofia:

  • Logline: Una giovane donna somministra ormoni maschili alla madre per realizzare il suo desiderio inespresso di avere un padre.

  • Temi: Complesso di Edipo, relazione madre-figlia, identità di genere, manipolazione, desiderio di paternità.

  • Potenziale Narrativo: La storia esplora le dinamiche complesse di una relazione madre-figlia, focalizzandosi sulla mancanza di un padre e sulla sua idealizzazione. La scelta di manipolare la madre attraverso gli ormoni introduce un elemento di controllo e di abuso sottile, sollevando questioni etiche e psicologiche.

  • Sfide di Realizzazione: La rappresentazione del cambiamento fisico della madre deve essere gestita con sensibilità, evitando rappresentazioni stereotipate o medicalmente imprecise. L'equilibrio tra il dramma personale di Celeste e l'esplorazione dei temi più ampi è essenziale.

  • Proposta di Sviluppo (Ibrido): Un progetto fotografico con immagini che documentino il processo di trasformazione della madre, accompagnate da un diario scritto da Celeste. Video brevi potrebbero catturare momenti significativi della relazione, creando un collage visivo ed emotivo che riflette il disagio e la complessità della situazione.

Considerazioni Finali:

I tre progetti, pur diversi nel tema, condividono un approccio audace e sperimentale. La scelta di un formato ibrido e la rinuncia a un compenso testimoniano la volontà di dare priorità all'espressione artistica e alla libertà creativa. La riuscita dei progetti dipenderà dalla capacità di bilanciare la sperimentazione formale con una narrazione solida e coinvolgente, affrontando temi delicati con sensibilità e responsabilità. La collaborazione tra Giorgio Viali e Minuscola Pro si presenta come un'occasione interessante per esplorare nuove frontiere nella produzione indipendente di cortometraggi e opere multimediali.


  1. Tre Storiacce/Progetti in corso: Idee originali di Giorgio Viali - www.giorgioviali.live Da sviluppare nel corso del 2025

Progetti ibridi minimali. Da sviluppare con misto foto, video, testi. Casa di Produzione: Minuscola Pro - www.minuscola.pro

Progetti Zero Budget, indipendenti e sperimentali. Non è previsto compenso.

Questi progetti si concentrano su storie brevi e sperimentali, sfruttando in modo minimale una combinazione di foto, video e testi. Sono progetti indipendenti e a zero budget, realizzati dalla casa di produzione Minuscola Pro di Giorgio Viali. Non è previsto alcun compenso per gli artisti coinvolti, in quanto si tratta di iniziative di carattere indipendente e sperimentale.

  1. Euridice Stream Euridice è la protagonista. Ama e vive con Orfeo. Orfeo un giorno perde la testa per Aristea e lascia Euridice. Senza dirle niente. Euridice cerca Orfeo. Scopre che Orfeo lavora come sex performer insieme con Aristea. Rintraccia l'agenzia per cui lavorano. La titolare si chiama Persefone. Persefone chiede a Euridice di lavorare sei mesi per lei come sex performer. Dopo sei mesi potrà rivedere Orfeo.

Questo progetto racconta la storia di Euridice, che viene abbandonata dal suo amato Orfeo per un'altra donna, Aristea. Euridice cerca Orfeo e scopre che lavora come sex performer insieme ad Aristea. La storia si sviluppa attorno all'agenzia per cui lavorano, gestita da Persefone, che propone a Euridice di lavorare per lei come sex performer per sei mesi, dopo i quali potrà rivedere Orfeo.

  1. Libido Crazia In un futuro distopico farsi stuprare è diventato un rito di passaggio necessario per esser considerata una donna. I social media hanno maturato questa nuova Moda, dopo l'avvento dei tatuaggi, le donne devono subire uno o più stupri da esibire come certificazione di femminilità. Sono nate delle agenzie che assicurano un servizio di stupro cherano un servizio di stupro che mantenga le caratteristiche sociali di violenza e sopraffazione richieste ma che garantisce un servizio che non oltrepassa quello richiesto e che è svolto da professionisti. La nostra protagonista, Celeste, sta valutando con un'amica quale servizio adottare.

Questo progetto si svolge in un futuro distopico in cui lo stupro è diventato un rito di passaggio obbligatorio per le donne, certificato sui social media. Agenzie specializzate offrono un servizio di stupro "professionale" che mantiene le caratteristiche richieste socialmente. La protagonista, Celeste, sta valutando insieme a un'amica quale servizio adottare.

  1. Farmaco Sofia Celeste è una laureanda che è rimasta orfana di padre da piccolissima. Celeste vive con la Madre Agata. Ma da sempre desidera un padre e finora non è riuscita a sentirsi soddisfatta. Vive quotidianamente e in modo ossessivo questa mancanza. Celeste decide di somministrare ormoni maschili alla madre per farla diventare il padre che non ha mai avuto. Con l'aiuto di un'amica medica inizia a somministrare ormoni alla madre che lentamente nel giro di 10/12 mesi sviluppa il desiderio di diventare uomo.

Questo progetto racconta la storia di Celeste, una laureanda rimasta orfana di padre, che vive ossessivamente questa mancanza.

PROTOCOLLO

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Le marché nous propose un mélange de dépendances et de désirs que nous consommons avec un appétit insatiable. C'est comme si nous introduisions dans notre corps quelque chose qui provient de notre propre essence, dans un cycle d'excitation et de frustration.

Que faisons-nous pour vivre, pour nous sentir mieux, pour éprouver du plaisir ? Quelles substances choisissons-nous pour être sains, forts, désirables et heureux ?

De la morphine au botox, des antibiotiques au viagra, les substances que nous consommons sont prescrites par le marché ou autogérées, chacun d'entre nous étant dépendant de son propre additif, de son propre appétit technologique. Paul B. Preciado, philosophe et théoricien, nous invite à reconnaître que nous sommes tous attirés par cette dérive chimique. Nous nous considérons comme des bio-femmes ou bio-hommes, mais nous nous réfugions dans des pilules et des traitements qui nous éloignent de notre authenticité.

Preciado, chaque jour, applique du testostérone synthétique non pas pour devenir homme, mais pour s'approprier un corps qui défie les étiquettes de genre imposées par la société. Nous vivons dans un marché qui alimente une nouvelle économie basée sur des stéroïdes, des organes artificiels et la diffusion mondiale de contenus pornographiques. Ce système mélange médicaments et pornographie, créant un cocktail de désir et de dépendance. Cela nous plaît, et pourtant c'est comme si nous nous faisions de ce qui émane de nous-mêmes.

Pensons à la sexualité : nous oscillons entre exaltation et abattement. Ce cycle économique d'excitation et de frustration imprègne chaque aspect de la production culturelle, de la spectacularisation à la reproductibilité. La pornographie représente la sexualité comme une performance, une représentation répétitive. Le véritable produit n'est pas un objet, mais le sujet lui-même avec sa sexualité. Même notre corps et notre vie privée font partie d'un système de contrôle et de régulation.

Des substances comme la sérotonine et la testostérone modèlent notre existence et notre identité, influençant notre comportement et notre perception. Mais pourquoi se contenter de changer d'humeur quand il est possible de changer d'identité ?

Notre système social semble incapable de créer de nouvelles formes de coexistence en tant qu'individus désirants. Nous sommes piégés dans des catégories rigides de masculinité et de féminité, comme si notre être au monde était déterminé par une assignation inévitable. Nous sommes des victimes conscientes des dynamiques culturelles et des pouvoirs qui influencent nos vies, tout en essayant de gérer émotions et désirs à travers des substances et des comportements.

Le flux dans lequel nous sommes immergés, bio et techno, contribue à notre construction et déconstruction de l'identité. Ce que nous introduisons dans notre corps façonne qui nous sommes, à la recherche d'une idée de soi. Mais comment le faisons-nous ? Avec des gestes émulatifs ou responsables ?

Nous sommes partie prenante d'une construction sociale qui ne peut pas être déconnectée de la réalité. Le pouvoir ne nous envahit pas, mais c'est nous qui le désirons, qui le cherchons, qui devenons complices de ce système. Cependant, nous pouvons imaginer un corps qui défie les conventions, qui désobéit aux identités rigides, un corps en perpétuelle transformation.

Preciado se fait techno-homme tout en restant bio-femme, échappant aux principes binaires de genre. Son corps est une expression de multiplicité et de devenir, représentant ce qui est réel : une évolution continue.

Changer de nom est une expérience politique d'une force extraordinaire. Le nom Paul m'est venu en rêve et j'ai su tout de suite que c'était le mien. Mais tant que les autres ne l'utilisent pas, ton nom n'existe pas. Chaque fois que quelqu'un prononce mon nom, je le ressens comme un acte de subversion, en complicité avec ma dissidence de genre, et en même temps comme la reconnaissance de mon droit d'exister en dehors de la norme. C'est un plaisir politique inégalable. Quand quelqu'un m'appelle Paul, c'est toute la société qui est impliquée dans un processus de transgenre.

L'identité de genre ne m'intéresse pas. C'est une taxonomie, un système de classification, un ensemble de conventions politiques qui marquent la frontière entre le normal et le pathologique. Ce qui est important pour moi, c'est de m'opposer à la standardisation qui identifie comme pathologie ce qui n'est pas reconnu. Dans la plupart des pays européens, si à la naissance tu as été reconnu de sexe féminin et que tu veux prendre de la testostérone, tu dois passer par un protocole médical, te soumettre à un test psychologique qui te reconnaisse une "dysphorie de genre" et accepter de devenir un homme, possiblement hétérosexuel. J'ai commencé à prendre de la testostérone sans respecter le protocole médical. Je ne me sens pas malade, mais dissident, d'un système politique dans lequel la féminité et la masculinité sont les seules alternatives.

J'appelle capitalisme pharmacopornographique un nouveau système de contrôle du corps et de production de subjectivité qui émerge après la Seconde Guerre mondiale, avec la découverte de nouveaux matériaux synthétiques, surtout le silicone, et la commercialisation de substances endocrines, comme la pilule. Ce "capitalisme chaud" diffère radicalement du capitalisme puritain du XIXe siècle que Foucault avait qualifié de disciplinaire : la prétention de criminaliser toute activité sexuelle qui n'avait pas de fins reproductives, y compris la masturbation, a été remplacée par la collecte de capital à travers la régulation de la reproduction et l'incitation à la masturbation multimédia, avec l'avènement d'une pornographie de masse, à l'échelle mondiale.

La notion de sexe binaire n'est pas une réalité anatomique ou chromosomique. Il s'agit d'une invention politique qui sert à maintenir les structures sociales de la famille et du modèle hétérosexuel. D'un point de vue scientifique, comme l'indique Anne Fausto Sterling, nous savons qu'il existe bien plus de configurations chromosomiques et de morphologies génitales que masculin/féminin. Dans les années 40, John Money classe les corps de certains enfants "intersexués", c'est-à-dire nés avec des corps qui ne peuvent pas être exactement attribués à l'une des deux catégories, masculin/féminin, et les soumet à une série de processus (hormonaux et chirurgicaux) de féminisation ou de masculinisation artificielle qui les ramènent dans la norme. Cette pratique est encore active aujourd'hui dans les systèmes de santé de la plupart des démocraties occidentales, alors qu'elle devrait être considérée comme brutale et dramatique, tout comme l'est la mutilation clitoridienne.

La philosophe féministe Silvia Federici a dit que le corps est pour les femmes ce que l'usine est pour les travailleurs : le lieu où se pratique l'oppression, mais aussi l'espace dans lequel agir pour sa propre libération. L'écriture est la technique qui nous a aidés à intervenir dans la cartographie dominante pour la démonter, produisant des narrations dissidentes, des cartes alternatives du corps. Je suis héritière de cette tradition féministe.

Hannah Arendt disait que nous avons tout vu, et pourtant nous ne sommes témoins de rien, nous ne sommes pas capables d'assumer aucune responsabilité. Nous avons appris à consommer même la douleur ou l'horreur des images, sans être capables d'en prendre soin. Nous avons besoin d'un exorcisme politique-visuel qui nous permette d'être témoins de ce que nous voyons, qu'il s'agisse d'une photographie apparue dans les médias ou de quelque chose qui se passe devant nous.

PROTOCOLLO

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The market presents us with a mix of dependencies and desires that we consume with insatiable appetite. It’s as if we introduce something into our bodies that comes from our very essence, in a cycle of excitement and frustration.

What do we do to live, to feel better, to experience pleasure? Which substances do we choose to be healthy, strong, desirable, and happy?

From morphine to Botox, from antibiotics to Viagra, the substances we consume are either prescribed by the market or self-managed, each of us dependent on our own additive, our own technological appetite. Paul B. Preciado, philosopher and theorist, invites us to recognize that we are all drawn to this chemical drift. We consider ourselves bio-women or bio-men, but we seek refuge in pills and treatments that distance us from our authenticity.

Preciado applies synthetic testosterone daily, not to become a man, but to appropriate a body that defies the gender labels imposed by society. We live in a market that fuels a new economy based on steroids, artificial organs, and the global dissemination of pornographic content. This system blends drugs and pornography, creating a cocktail of desire and dependency. We enjoy it, yet it feels as if we are getting high on what emerges from ourselves.

Consider sexuality: we oscillate between exhilaration and depression. This economic cycle of excitement and frustration permeates every aspect of cultural production, from spectacularization to reproducibility. Pornography represents sexuality as performance, a repetitive representation. The true product is not an object, but the subject itself with its sexuality. Even our bodies and private lives are part of a system of control and regulation.

Substances like serotonin and testosterone shape our existence and identity, influencing our behavior and perception. But why limit ourselves to changing our mood when it’s possible to change our identity?

Our social system seems incapable of creating new forms of coexistence as desiring individuals. We are trapped in rigid categories of masculinity and femininity, as if our being in the world were determined by an inevitable assignment. We are conscious victims of cultural dynamics and powers that influence our lives, while we try to manage emotions and desires through substances and behaviors.

The flow in which we are immersed, bio and techno, contributes to our construction and deconstruction of identity. What we introduce into our bodies shapes who we are, in search of a self-concept. But how do we do it? With emulative or responsible gestures?

We are part of a social construction that cannot be disconnected from reality. Power does not invade us; rather, we desire it, seek it, and become complicit in this system. However, we can imagine a body that defies conventions, that disobeys rigid identities, a body in constant transformation.

Preciado becomes a techno-man while remaining a bio-woman, escaping the binary principles of gender. His body is an expression of multiplicity and becoming, representing what is real: a continuous evolution.

Changing one's name is a political experience of extraordinary power. The name Paul came to me in a dream, and I immediately knew it was mine. But as long as others don’t use it, your name doesn’t exist. Every time someone utters my name, I feel it as an act of subversion, in complicity with my gender dissent, and together it is the recognition of my right to exist outside the norm. It is an unparalleled political pleasure. When someone calls me Paul, the entire society is involved in a process of transgenderization.

Gender identity does not interest me. It is a taxonomy, a classification system, a set of political conventions that mark the boundary between the normal and the pathological. What is important to me is to oppose the standardization that identifies as pathology what it does not recognize. In most European countries, if you were recognized as female at birth and want to take testosterone, you must go through a medical protocol, undergo a psychological test that recognizes you as having “gender dysphoria,” and agree to become a man, preferably heterosexual. I started taking testosterone without adhering to the medical protocol. I do not feel like a patient, but a dissident, against a political system where femininity and masculinity are the only alternatives.

I call pharmacopornographic capitalism a new system of control over the body and production of subjectivity that emerged after World War II, with the discovery of new synthetic materials, especially silicone, and the commercialization of endocrine substances, such as the pill. This "hot capitalism" radically differs from the puritan capitalism of the 19th century that Foucault defined as disciplinary: the claim to criminalize any sexual activity that does not have reproductive purposes, including masturbation, has been replaced by the accumulation of capital through the regulation of reproduction and the encouragement of multimedia masturbation, with the advent of mass pornography on a global scale.

The notion of binary sex is not an anatomical or chromosomal reality. It is a political invention that serves to maintain the social structures of the family and the heterosexual model. From a scientific perspective, as Anne Fausto Sterling has pointed out, we know that there are many more chromosomal configurations and genital morphologies than just male/female. In the 1940s, John Money classified the bodies of some "intersex" children, born with bodies that cannot be neatly assigned to one of the two categories, male/female, and subjected them to a series of (hormonal and surgical) processes of artificial feminization or masculinization to bring them back into the norm. This practice is still active today in the healthcare systems of most Western democracies, when it should be considered as brutal and dramatic as clitoral mutilation.

Feminist philosopher Silvia Federici has said that the body is for women what the factory is for workers: the place where oppression is practiced, but also the space in which to enact one’s liberation. Writing is the technique that has helped us intervene in the dominant cartography to dismantle it, producing dissenting narratives, alternative maps of the body. I am an heir to that feminist tradition.

Hannah Arendt said we have seen everything, yet we are witnesses to nothing, unable to take any responsibility. We have learned to consume even the pain or horror of images without being able to care for them. We need a political-visual exorcism that allows us to witness what we see, whether it is a photograph that appears in the media or something happening right before us.

PROTOCOLLO

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CONTROMEDIA

Cambiare nome è un'esperienza politica di una forza straordinaria. Il nome Paul mi è venuto in sogno e ho saputo subito che era il mio. Ma fin quando gli altri non lo usano il tuo nome non esiste. Ogni volta che qualcuno pronuncia il mio nome lo sento come un atto di sovversione, in complicità con il mio dissenso di genere, e insieme il riconoscimento del mio diritto di esistere al di fuori della norma. È un piacere politico ineguagliabile. Quando qualcuno mi chiama Paul è l'intera società che è coinvolta in un processo di transgenderizzazione.

L'identità di genere non mi interessa. È una tassonomia, un sistema di classificazione, un insieme di convenzioni politiche che segnano il confine tra il normale e il patologico. La cosa importante per me è oppormi alla standardizzazione che identifica come patologia quello che non riconosce. Nella maggior parte dei paesi europei, se alla nascita sei stato riconosciuto di sesso femminile e vuoi prendere il testosterone, devi passare attraverso un protocollo medico, sottometterti a un test psicologico che ti riconosca una "disforia di genere" e accettare di diventare un uomo, possibilmente eterosessuale. Io ho cominciato a prendere testosterone senza attenermi al protocollo medico. Non mi sento un malato, ma un dissidente, da un sistema politico in cui femminilità e mascolinità sono le uniche alternative.

Chiamo capitalismo farmacopornografico un nuovo sistema di controllo del corpo e produzione di soggettività che emerge dopo la seconda guerra mondiale, con la scoperta di nuovi materiali sintetici, soprattutto il silicone, e la commercializzazione di sostanze endocrine, come la pillola. Questo "capitalismo caldo" differisce radicalmente dal capitalismo puritano del XIX secolo che Foucault aveva definito disciplinare: la pretesa di criminalizzare qualsiasi attività sessuale che non avesse fini riproduttivi, compresa la masturbazione, è stata sostituita dalla raccolta di capitale attraverso la regolazione della riproduzione e l'incitamento alla masturbazione multimediale, con l'avvento di una pornografia di massa, su scala globale.

La nozione di sesso binaria non è una realtà anatomica o cromosomica. Si tratta di un'invenzione politica che serve a mantenere le strutture sociali della famiglia e del modello eterosessuale. Da un punto di vista scientifico, come indicato da Anne Fausto Sterling, sappiamo che ci sono molte più configurazioni cromosomiche e morfologie genitali che non maschile/femminile. Negli anni '40 John Money classifica i corpi di alcuni bambini "intersessuati", cioè nati con corpi non ascrivibili esattamente a una delle due categorie, maschio/ femmina e li sottopone a una serie di processi(ormonali e chirurgici) di femminilizzazione o mascolinizzazione artificiale che li riportino dentro la norma. Questa pratica è attiva ancora oggi nei sistemi sanitari della maggior parte delle democrazie occidentali, mentre dovrebbe essere considerata brutale e drammatica come lo è la mutilazione clitoridea".

La filosofa femminista Silvia Federici ha detto che il corpo è per le donne ciò che la fabbrica è per i lavoratori: il luogo in cui si pratica l'oppressione, ma anche lo spazio nel quale agire la propria liberazione. La scrittura è la tecnica che ci ha aiutato a intervenire nella cartografia dominante per smontarla, producendo narrazioni dissidenti, mappe alternative del corpo. Io sono erede di quella tradizione femminista.

Hannah Arendt diceva abbiamo visto tutto, eppure non siamo testimoni di niente, non siamo in grado di assumerci nessuna responsabilità. Abbiamo imparato a consumare anche il dolore o l'orrore delle immagini, senza essere in grado di prendercene cura. Abbiamo bisogno di un esorcismo politico-visivo che ci permetta di essere testimoni di ciò che vediamo, che si tratti di una fotografia apparsa nei media o qualcosa che accade di fronte a noi.


Il mercato ci propone un mix di dipendenze e desideri che consumiamo con insaziabile appetito. È come se introducessimo nel nostro corpo qualcosa che proviene dalla nostra stessa essenza, in un ciclo di eccitazione e frustrazione.

Cosa facciamo per vivere, per sentirci meglio, per provare piacere? Quali sostanze scegliamo per essere sani, forti, desiderabili e felici?

Dalla morfina al botox, dagli antibiotici al viagra, le sostanze che assumiamo sono prescritte dal mercato o autogestite, ognuno di noi dipendente dal proprio additivo, dal proprio appetito tecnologico. Paul B. Preciado, filosofo e teorico, ci invita a riconoscere che siamo tutti attratti da questa deriva chimica. Ci consideriamo bio-donne o bio-uomini, ma ci rifugiamo in pillole e trattamenti che ci allontanano dalla nostra autenticità.

Preciado, ogni giorno, applica testosterone sintetico non per diventare uomo, ma per appropriarsi di un corpo che sfida le etichette di genere imposte dalla società. Viviamo in un mercato che alimenta una nuova economia basata su steroidi, organi artificiali e la diffusione globale di contenuti pornografici. Questo sistema mescola farmaci e pornografia, creando un cocktail di desiderio e dipendenza. Ci piace, eppure è come se ci facessimo di ciò che scaturisce da noi stessi.

Pensiamo alla sessualità: oscilliamo tra esaltazione e abbattimento. Questo ciclo economico di eccitazione e frustrazione permea ogni aspetto della produzione culturale, dalla spettacolarizzazione alla riproducibilità. La pornografia rappresenta la sessualità come performance, una rappresentazione ripetitiva. Il vero prodotto non è un oggetto, ma il soggetto stesso con la sua sessualità. Anche il nostro corpo e la nostra vita privata sono parte di un sistema di controllo e regolazione.

Sostanze come serotonina e testosterone modellano la nostra esistenza e la nostra identità, influenzando il nostro comportamento e percezione. Ma perché limitarsi a cambiare umore quando è possibile cambiare identità?

Il nostro sistema sociale sembra incapace di creare nuove forme di convivenza come individui desideranti. Siamo intrappolati in categorie rigide di mascolinità e femminilità, come se il nostro essere al mondo fosse determinato da un'assegnazione inevitabile. Siamo vittime consapevoli delle dinamiche culturali e dei poteri che influenzano le nostre vite, mentre cerchiamo di gestire emozioni e desideri attraverso sostanze e comportamenti.

Il flusso in cui siamo immersi, bio e tecno, contribuisce alla nostra costruzione e decostruzione dell'identità. Ciò che introduciamo nel nostro corpo plasma chi siamo, alla ricerca di un'idea di sé. Ma come lo facciamo? Con gesti emulativi o responsabili?

Siamo parte di una costruzione sociale che non può essere disconnessa dalla realtà. Il potere non ci invade, ma è noi a desiderarlo, a cercarlo, a diventare complici di questo sistema. Tuttavia, possiamo immaginare un corpo che sfida le convenzioni, che disobbedisce a identità rigide, un corpo in continua trasformazione.

Preciado si fa tecno-uomo rimanendo bio-donna, sfuggendo ai principi binari di genere. Il suo corpo è un'espressione di molteplicità e divenire, rappresentando ciò che è reale: una continua evoluzione.